Anna Utopia Giordano

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cubi bianchi e tabacco tostato.
certi gesti scordati, alambicchi,
provette dorate di
carburanti frizzanti:
evaporano docili e pesanti,
ioni s’appartano su gambe accavallate
e lacrime s’accasciano nel
fumo di cravatte rosse…

Scrivendo su terzine spezzate
con labbra mistiche
senza viso, senz’occhi,
un uomo nell’ombra
lucida, tra flussi
dinamici e stirati
d’orgasmi momentanei e pesanti,
butta lumi fosforescenti
morendo su rive stanche e separate.

Piove più di oggi
un’era di odio, volontà mutilate e
costrutti senz’ombra,
rendendo immortale l’attimo.
Sensazioni invisibili,
nessuna relazione aritmica
con sguardi su lontani paradisi
scoloriti. Essenza di satiro,
dipinta dai cartelloni a rotonda,
vuota le otri ubriache nella notte
riottosa,  arcani strategici
decollati verso una luna incompresa.
Viaggiatore senz’anima, vieni
sulla linea incrociata a uccidermi?
Prendimi in sogno.
Dormi adesso notte quieta,
lieta morte

(19 aprile 06, Milano)

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