Anna Utopia Giordano

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naiadi, flesse su ginocchia, staccano
carne, muscoli, fibre
bestialmente
eccitando la saliva, succhiano
il nettare ricurve e fragili

grida e catene su quegl’occhi,
fantasmi, gettano a terra bambini
isterici, le anime coi balocchi
senza peso: galeoni affondati

morbidi, coriandoli sanguinanti,
tingono un aprile arrivato
incerto, storto, contraendo candele…

debolmente silenzioso s’appoggia
su connetori acidi, l’incubo
entra dolce fra presenze gigliate

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