Anna Utopia Giordano


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Viola

Profili

Viola

“Love make his heart of flint that you shall love”
(Twelfth Night, or What You Will – W. Shakespeare)
larghissimo 30bpm

“Ti ricordi quando ci incontrammo la prima volta ?
La sera soffiava nel cielo il tono della mia voce, i tuoi occhi..
E non poteva sentire nulla, cadeva intorno a noi sciolta e pura.
Riconosco i polsi, il tuo respiro.. abbraccio le tue parole,
(ma il desiderio è adatto a chi sa piangere, a coloro che posso guardare)
e sorrido. Eccomi, inconsolabile e disperata, mentre t’addormenti:
ti ascolto ma non riesco a modellare l’aria per renderla simile a te.
Mi sbaglio? Sei aria e sei tutto (frammenti – forse note), come me.
Essere te, così solo potrei esprimerti. Invece, non esisto
e non posso farti esistere, per questo posso amarti.”

Viola non conosce altro.


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guardavo le mie mani

sopra e intorno fioriscono pietre,
onde ruvide, scissure di cielo limpido.

nel cielo limpido,
sciolta una sostanza nera
d’acqua di roccia,
sorridono e curvano incubi.

così lontano!
dietro le antenne,
oltre le finestre.
così lontano..
nelle eliche e
su rumori di plastica
così lontano, senza madre, non le riconosco

: Pavor Nocturnus :

 


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e mentre rimani inconsistente a vivere lo lasci scivolare.
sospiri intorno, cerchi di incollarti a qualche elemento. un oggetto, un dettaglio. cerchi un rumore che ti riporti (in)stabile nei bordi, una percezione che possa sentire le mani e che stabilisca l’appartenza a un contesto che non sai più distinguere. I rumori si accavallano, comprimendosi su se stessi e aderendo ai colori, ai movimenti. tutto, tutto diventa immagine bidimensionale incapace di offrire stimoli. Il collegamento con l’esterno, le azioni che cadono nel contingente, si atrofizzano in colate di ricordi e proiezioni nascenti. uno slancio storico del passato continuamente infinito. l’equilibrio del poi in cui stai essendo. rassegnato, articoli un suono..ecco che fuoriesce dal corpo qualcosa a cui puoi attribuire difficilmente una direzione. si estende nell’aria il suo ampliamento. e respiri. sospiri. scuoti la testa. continui a scegliere suoni, appoggi le dita sugli oggetti per provare che ancora puoi sentirti.
chiudi gli occhi: sei un corpo che sai controllare, un cambiamento variabile di co-incidenze articolate intersecate con la materia.
Ti addormenti.