Anna Utopia Giordano

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e mentre rimani inconsistente a vivere lo lasci scivolare.
sospiri intorno, cerchi di incollarti a qualche elemento. un oggetto, un dettaglio. cerchi un rumore che ti riporti (in)stabile nei bordi, una percezione che possa sentire le mani e che stabilisca l’appartenza a un contesto che non sai più distinguere. I rumori si accavallano, comprimendosi su se stessi e aderendo ai colori, ai movimenti. tutto, tutto diventa immagine bidimensionale incapace di offrire stimoli. Il collegamento con l’esterno, le azioni che cadono nel contingente, si atrofizzano in colate di ricordi e proiezioni nascenti. uno slancio storico del passato continuamente infinito. l’equilibrio del poi in cui stai essendo. rassegnato, articoli un suono..ecco che fuoriesce dal corpo qualcosa a cui puoi attribuire difficilmente una direzione. si estende nell’aria il suo ampliamento. e respiri. sospiri. scuoti la testa. continui a scegliere suoni, appoggi le dita sugli oggetti per provare che ancora puoi sentirti.
chiudi gli occhi: sei un corpo che sai controllare, un cambiamento variabile di co-incidenze articolate intersecate con la materia.
Ti addormenti.

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