Anna Utopia Giordano

Varie

3 Comments

“Diffidate di quei maestri che si lamentano sempre del fatto che i loro alunni sono stupidi. Devono prendersela con se stessi. Chi crede nell’intelligenza degli altri la provoca e la fa scaturire. Chi ne dubita e ne diffida la intimidisce fino a distruggerla” (J. Guéhenno)

Perchè mai versioni
di questa mancanza
di comunicazione sono
universali?

(Allen Ginsberg)

“Ci piace criticare. Ci piace censurare. Ci piace condannare. Ci piace chiosare. Ci piace attaccare. Ci piace deplorare. Ci piace spettegolare.
E inoltre ci piace malignare, accusare, sindacare, infangare, sputtanare, criminalizzare, bollare. Infine ci piace giudicare e sentenziare, poiché viviamo nella presunzione che siamo moralmente e giuridicamente innocenti, sicché la responsabilità non è mai nostra. E’ facile vedere la gobba altrui.
Difficile vedere la propria. Ma è proprio impossibile estirpare l’italiano che è in noi.” (Alberto Gamberini)

The greatest adventure is what lies ahead.
Today and tomorrow are yet to be said.
The chances, the changes are all yours to make.
The mold of your life is in your hands to break.”
J.R.R. Tolkien

“We have multiple descriptions of
things – and can quickly switch
among them.” (M. Minsky – The
emotion machine – ed. Simon & Schuster – p. 334)

“Common sense is the collection of
prejudices acquired by age eighteen”
A. Einstein

“We don’t see things as they are.
We see things as we are.” (Anais Nin)

“Che cos’è una mente colta? E’ quella di chi ha imparato le diverse forme della riflessione, e che è in grado di guardare da una molteplicità di punti di vista. La cultura è proporzionale alla quantità delle categorie di cui un’intelligenza dispone” (H.F. Amiel)

Je devins un opéra fabuleux : je vis que tous les êtres ont une fatalité de bonheur : l’action n’est pas la vie, mais une façon de gâcher quelque force, un énervement. La morale est la faiblesse de la cervelle. (Rimbaud)

“Per quanto ti arrabatti
intorno a un bue, non
riuscirai mai a cavarne
latte” da Le anime morte, Gogol’

“Confusum est quidquid usque in pulverem sectum est” -> “Tutto ciò che viene diviso fino al punto di diventar polvere è confuso”
Seneca, Epistole, 89

“Avendo talvolta il sapore degli spiriti giovani
un po’ me ne frego se andare è perdersi.
E perdere.

Di quanti/e ho incontrato al mattino, aspettando il treno,
mi è rimasto soltanto il sole appiccicato sulla fronte;”

(da “Albeggia ma non ce ne frega un ca**o”, pag 35, di Naiv Sirob meglio noto come Francesco Alfarano e/o viceversa)

“Tunc animis opus, Aenea, tunc pectore firmo” -> “Allora, Enea, ti occorse del coraggio, allora ti occorse un cuore fermo”
(Virgilio, Eneide, VI, 261)

[…] Caos e instabilità non erano affatto la stessa cosa. Si poteva aggiungere del rumore in questo sistema, agitarlo, scuoterlo, interferire col suo movimento, e poi, quando tutto si assestava, mentre i fenomi transitori si allontanavano illanguidensdosi come echi in un canyon, il sistema tornava allo stesso modello peculiare di irregolarità che possedeva in precedenza. Era un sistema imprevedibile localmente ma stabile su scala globale. […]

But Homo Sapiens is a particularly social species, and one of its social characteristics is especially striking: reading one another’s minds. (Alvin I. Goldman)

[…] Dire che una certa cosa era ovvia significava che poteva essere capita da ogni fisico di un certo livello dopo un’appropriata riflessione e i calcoli opportuni. L’espressione “non ovvia” veniva usata per indicare ricerche che imponevano rispetto e che potevano condurre al Premio Nobel. Ai problemi più difficili, i problemi che non si potevano risolvere se non dopo avere scrutato per molto tempo nelle viscere dell’universo, i fisici riservavano parole come “profondo”. Nel 1974, anche se pochi suoi colleghi lo sapevano, Feigenbaum stava lavorando su un problema profondo: il caos. […]
(dal prologo di “Caos” – James Gleick -1987)

Un matematico può dire quello che vuole, ma un fisico deve essere almeno parzialmente sano di mente.
(J.W. Gibbs)

“No, non sono io: è qualcun altro che soffre,
io così non potrei, e quanto è successo
lo coprano i drappi neri,
lo portino via i lampioni…”

(1940 – Anna Andreevna Achmatova)

[…]
E nella stanza del poeta al bando
vegliano a turno il terrore e la Musa
e va la notte
che non conosce alba.

(4 marzo 1936 – Anna Achmatova)

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3 thoughts on “Varie

  1. (varie) molto. Disciplinata entrpoia nella mia mente (bombardamento a tappeto).
    Il demone di Maxwell lavori.
    Al. Ga.: forse ho visto troppo… ma se fossimo un po’ (piu’) italiani… Le cose migliori le abbiamo fatte quando non eravamo un popolo ( non lo siamo nemmeno adesso). Seppelliamo l’esterofilia che ci pervade e offusca. Riconosciamo le nostre peculiarita’ (Rispetto). Abbattiamo qualche campanile (Sistema). Non dobbiamo svegliarci ma rinascere: siamo un Paese morto che cammina sfruttando gli spasmi di ormai pochi pazzi sognatori (e lucidi lavoratori). MANCO’ LA FORTUNA, NON IL CORAGGIO (El Alamein 1 7 42).

    …..FORSE

  2. Anna, perche’, secondo te, c’e’ cosi’ poco movimento qui intorno?

  3. Qui intorno dove?

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