Anna Utopia Giordano

Trans-world identity

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“Il mondo in cui viviamo è una cosa molto inclusiva. Ogni più piccola cosa che avete mai visto ne è parte. E ne siamo parte voi e io.  E ne sono parte la Terra, il sistema solare, l’Intera Via lattea, le remote galassie che vediamo attraverso il telescopio, nonché (se ci sono cose del genere) tutti i pezzi di spazio vuoto tra le stelle e le galassie. Non c’è nulla così lontano da noi da non essere parte del nostro mondo. Bisogna includere tutto, a qualsiasi distanza! Analogamente il mondo è inclusivo nel tempo. Nessun antico romano da gran tempo scomparso, nessuno pterodattilo da gran tempo scomparso, nessuna nube di gas primordiale da gran tempo scomparsa sono troppo lontani nel passato, né le stelle morte e buie sono troppo lontane nel futuro, per essere parte dello stesso mondo.

[…]

Perché credere in una pluralità di mondi ? Perché l’ipotesi è utile, e questa è una ragione per pensare che sia vera.

Io dico che il nostro è uno tra molti mondi. Il nostro è il nostro attuale; gli altri non sono attuali. Perché? ritengo che sia una banale questione di significato. Io uso la parola “attuale” con lo stesso significato di “di questo mondo”.”

tratto da David Lewis – On the Plurality of Worlds, Blackwell, Oxford, nel lontanissimo 1986

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