Anna Utopia Giordano

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…troppo legno e nuvole luminose filtravano dalla finestra. Guardava dall’alto la piazza, affollata e grigia, mentre riaffioravano senz’ordine ricordi, sgualciti e confusi, persi nello spazio; alberi – pesci rossi – natale; cercava di distruggerli e di arginarli in quell’angolo remoto del cervello e, così, gridava guardando fisso le striature del marmo, quasi a cercare una inconsueta singolare approvazione. Perdeva meccanicamente il controllo ancora una volta. Non voleva un posto in cui mettere il passato, tutto spariva all’alba e nasceva poco dopo, come fenice, tra rondini&smog. L’altro lato cercava un abbraccio di note assordanti dipinte nella stanza proprio a coprire quelle urla…

 

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